L’associazione Utopia Rossa lavora e lotta per l’unità dei movimenti rivoluzionari di tutto il mondo in una nuova internazionale: la Quinta. Al suo interno convivono felicemente – con un progetto internazionalista e princìpi di etica politica – persone di provenienza marxista e libertaria, anarcocomunista, situazionista, femminista, trotskista, guevarista, leninista, credente e atea, oltre a liberi pensatori. Non succedeva dai tempi della Prima internazionale.

PER SAPERNE DI PIÙ CI SONO UNA COLLANA DI LIBRI E UN BLOG IN VARIE LINGUE…

ČESKÝDEUTSCHΕΛΛΗΝΙΚÁENGLISHESPAÑOLFRANÇAISPOLSKIPORTUGUÊSРУССКИЙ

venerdì 24 febbraio 2012

HASTA LA VICTORIA… (NO SIEMPRE), di Enzo Valls



Adesso Victoria sorride, ma fino a l’altro ieri piangeva a causa delle minacce ricevute da lei e da Osmar, il suo altrettanto giovane compagno, di essere sloggiati con la forza e portati in un’altra zona lontana parecchi chilometri, a vivere in capanne costruite dal Comune, ma incredibilmente più precarie di queste di lamiera, per le quali, tra l’altro, hanno pagato “una fortuna”. E il giorno del presunto “sfratto” è oggi. Ma, messi in allerta, ci siamo mossi per cercar di fermare il sopruso: concretamente siamo le quattro organizzazioni sociali che, insieme, da oltre un anno ci occupiamo di varie problematiche, tra le quali di quella abitazionale dei vicini di alcuni insediamenti della zona Nordest di Santa Fe (Argentina), quella più vicina alla Laguna Setúbal.
La problematica urbanistico-abitazionale di questa zona è molto varia e complessa, ma si può riassumere brevemente come un po’ dappertutto nel mondo: il valore (spesso praticamente nullo) dei terreni a ridosso delle città, man mano che la popolazione cresce esponenzialmente; la logica affaristica (con la complicità dello Stato, in questo caso comunale e provinciale) che cerca d’imporsi su quella sociale e nella stragrande maggioranza dei casi ci riesce. Così all’improvviso, i poveracci fino a ieri quasi invisibili, non hanno più dei problemi ma diventano loro il problema che impedisce alla città di “progredire” mediante la costruzione di bei quartieri residenziali, palazzi di venti piani e magari un bel porticciolo sportivo in riva alla laguna. Sono progetti che nella zona citata esistono, anche a livello comunale - in barba allo stesso Piano regolatore - ma che i funzionari comunali si affrettano a nascondere ogni volta che li interpelliamo, sfoderando contemporaneamente le facce più preoccupate che hanno per le sofferenze dei poveracci.
Victoria non ha ancora diciotto anni ma ha già due bambini. La loro capanna di lamiera è insediata su una fascia di “terra di nessuno”, praticamente tra una strada periferica polverosa e la cunetta a ridosso di terreni privati, bassi e quindi inondabili. Sopravvivono, come la stragrande maggioranza delle famiglie della zona, grazie al “cirujeo” (raccolta con improvvisati carretti dei rifiuti urbani, per selezionarli, separarli e venderli per pochi spiccioli). L’unico “lusso” che si possono permettere sono una moto e i loro cellulari. Senza di essi non avrebbero possibilità di chiamare o portare i bambini per una urgenza medica, oppure, come in questo caso, avvertire gli avvocati di una delle nostre quattro organizzazioni per capire come possono difendersi. Questo particolare del telefonino è bene sottolinearlo, per far capire quanto possa essere sbagliato e “piccolo borghese” - come si diceva una volta - il rifiuto tout court della tecnologia.
* * *
 È passata un’altra settimana. Per ora il pericolo di “sfratto” è stato sventato. È stato anche individuato il funzionario comunale che ha agito con la sola forza di una denuncia fatta da parte di alcuni benpensanti della zona per usurpazione di terreni. Lui dice che nessuno è stato minacciato, che soltanto è stato fatto sapere a questa giovane famiglia della denuncia in corso e che dovevano sloggiare. Naturalmente noi crediamo a Victoria, che adesso può sorridere a maggior ragione, anche se non siamo sicuri che, per quanto riguarda questa faccenda, possa farlo per molto tempo e che questa sia una vera “victoria”.

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com


RED UTOPIA ROJA – Principles / Principios / Princìpi / Principes / Princípios

a) The end does not justify the means, but the means which we use must reflect the essence of the end.

b) Support for the struggle of all peoples against imperialism and/or for their self determination, independently of their political leaderships.

c) For the autonomy and total independence from the political projects of capitalism.

d) The unity of the workers of the world - intellectual and physical workers, without ideological discrimination of any kind (apart from the basics of anti-capitalism, anti-imperialism and of socialism).

e) Fight against political bureaucracies, for direct and councils democracy.

f) Save all life on the Planet, save humanity.

g) For a Red Utopist, cultural work and artistic creation in particular, represent the noblest revolutionary attempt to fight against fear and death. Each creation is an act of love for life, and at the same time a proposal for humanization.

* * *

a) El fin no justifica los medios, y en los medios que empleamos debe estar reflejada la esencia del fin.

b) Apoyo a las luchas de todos los pueblos contra el imperialismo y/o por su autodeterminación, independientemente de sus direcciones políticas.

c) Por la autonomía y la independencia total respecto a los proyectos políticos del capitalismo.

d) Unidad del mundo del trabajo intelectual y físico, sin discriminaciones ideológicas de ningún tipo, fuera de la identidad “anticapitalista, antiimperialista y por el socialismo”.

e) Lucha contra las burocracias políticas, por la democracia directa y consejista.

f) Salvar la vida sobre la Tierra, salvar a la humanidad.

g) Para un Utopista Rojo el trabajo cultural y la creación artística en particular son el más noble intento revolucionario de lucha contra los miedos y la muerte. Toda creación es un acto de amor a la vida, por lo mismo es una propuesta de humanización.

* * *

a) Il fine non giustifica i mezzi, ma nei mezzi che impieghiamo dev’essere riflessa l’essenza del fine.

b) Sostegno alle lotte di tutti i popoli contro l’imperialismo e/o per la loro autodeterminazione, indipendentemente dalle loro direzioni politiche.

c) Per l’autonomia e l’indipendenza totale dai progetti politici del capitalismo.

d) Unità del mondo del lavoro mentale e materiale, senza discriminazioni ideologiche di alcun tipo (a parte le «basi anticapitaliste, antimperialiste e per il socialismo».

e) Lotta contro le burocrazie politiche, per la democrazia diretta e consigliare.

f) Salvare la vita sulla Terra, salvare l’umanità.

g) Per un Utopista Rosso il lavoro culturale e la creazione artistica in particolare rappresentano il più nobile tentativo rivoluzionario per lottare contro le paure e la morte. Ogni creazione è un atto d’amore per la vita, e allo stesso tempo una proposta di umanizzazione.

* * *

a) La fin ne justifie pas les moyens, et dans les moyens que nous utilisons doit apparaître l'essence de la fin projetée.

b) Appui aux luttes de tous les peuples menées contre l'impérialisme et/ou pour leur autodétermination, indépendamment de leurs directions politiques.

c) Pour l'autonomie et la totale indépendance par rapport aux projets politiques du capitalisme.

d) Unité du monde du travail intellectuel et manuel, sans discriminations idéologiques d'aucun type, en dehors de l'identité "anticapitaliste, anti-impérialiste et pour le socialisme".

e) Lutte contre les bureaucraties politiques, et pour la démocratie directe et conseilliste.

f) Sauver la vie sur Terre, sauver l'Humanité.

g) Pour un Utopiste Rouge, le travail culturel, et plus particulièrement la création artistique, représentent la plus noble tentative révolutionnaire pour lutter contre la peur et contre la mort. Toute création est un acte d'amour pour la vie, et en même temps une proposition d'humanisation.

* * *

a) O fim não justifica os médios, e os médios utilizados devem reflectir a essência do fim.

b) Apoio às lutas de todos os povos contra o imperialismo e/ou pela auto-determinação, independentemente das direcções políticas deles.

c) Pela autonomia e a independência respeito total para com os projectos políticos do capitalismo.

d) Unidade do mundo do trabalho intelectual e físico, sem discriminações ideológicas de nenhum tipo, fora da identidade “anti-capitalista, anti-imperialista e pelo socialismo”.

e) Luta contra as burocracias políticas, pela democracia directa e dos conselhos.

f) Salvar a vida na Terra, salvar a humanidade.

g) Para um Utopista Vermelho o trabalho cultural e a criação artística em particular representam os mais nobres tentativos revolucionários por lutar contra os medos e a morte. Cada criação é um ato de amor para com a vida e, no mesmo tempo, uma proposta de humanização.